Attenzione!
Questo annuncio, anche se non formalmente chiuso dall'autore social_disease, è stato pubblicato da oltre 130 mesi e potrebbe non essere più valido!
Nome Gioco:
Mirrors start to whisper
Stato: In Costruzione
Autore: social_disease
Categoria: Play by Chat
Genere: Urban Fantasy
Codice Utilizzato: Da Definire
Stato dei Lavori: La documentazione pronta è la seguente:
- Trama
- Razze
Descrizione: Praga, 2014.
E' sempre stata una città all'avanguardia, costruita su basi tecnologiche al limite della concezione umana. Frenetica e caotica, in costante movimento, gremita di gente troppo impegnata, troppo di fretta, troppo concentrata su se stessa per badare a chi ha attorno. Con il tempo la cosa non ha fatto altro che peggiorare sensibilmente. Si è riempita di persone che formano una comunità senza alcun tipo di contatto. Una società individualista dove ognuno è importante solo ed esclusivamente per se stesso e per pochi altri. Le radici di questo assurdo modo d'intendere la realtà si allungano e s'insinuano nella storia più antica di una Praga appena nata, radici che non possono più essere estirpate in alcun modo. Una società in grado di spezzarsi, ma non certo di piegarsi agli eventi. I giorni si susseguono con ciclicità, apparentemente indisturbati, le persone s'inchinano al loro ritmo con routine impostate da valori e pregiudizi diffusi da culture solide come il marmo. Lo stato lavora alle spalle dei cittadini con estrema cura e attenzione per gli stessi, contando anche - e soprattutto - sulle forze in grado di mantenere l'ordine pubblico. Un ordine incrollabile e rigido, fatto di schemi definiti che devono essere seguiti con precisione. E se tutta questa quiete fosse fittizia? Se tutto ciò in cui la società crede sia solo una bella messa in scena di un eccellente drammaturgo? Come la prenderebbe una città tanto inflessibile la possibilità di non essere così al sicuro come effettivamente credono?
« Mi scusi.. stiamo davvero parlando di poteri sovrannaturali?! Ma si rende conto di ciò che dice? »
« Sono perfettamente in grado di capire ciò che dico, Consigliere. Mi chiedo se non sia lei quello che non è in grado di comprendere. »
« Signor Primo Ministro.. la sua dichiarazione rasenta la follia. Cita angeli, demoni, creature mitologiche. E' un bel racconto, ma la prego di ascoltarmi, ciò che è scritto qui è solo la sua fantasia. »
« Mi sta dando del visionario? »
« Non mi azzarderei mai, lo sa bene. Sto solo dicendo che a volte la stanchezza può giocare brutti scherzi. »
« Mia moglie non è morta per scherzo, Consigliere. »
« Appunto. Lei ha subito un trauma. Probabilmente ricorda di aver visto cose che in realtà non sono accadute. »
« Come pensavo. Mi sta dando del visionario. »
« Senta.. facciamo così. Si prenda qualche giorno di riposo, poi provi a riscrivere la sua dichiarazione. »
Quando il Consigliere uscì dall'ufficio del Primo Ministro egli si girò per guardare fuori dall'enorme finestra. Era in piedi davanti ad essa e gli occhi si persero sullo skyline di Praga. Il buio era calato ormai da un pezzo e una miriade di luci di ogni colore impreziosivano la città come se vi avessero incastonato dei diamanti purissimi. Le mani dell'uomo si insinuarono nelle tasche di un paio di pantaloni neri dal taglio elegante. Chinò il capo in avanti e le palpebre andarono a celare lo sguardo. Nella sua mente si ripeterono i flash di quella notte infernale. E infernale è l'aggettivo più adatto che si possa utilizzare. Erano sfuocati e le poche parti nitide si andavano perdendo con il passare dei giorni. Ne erano trascorsi sette da quel tragico momento ma per il Primo Ministro il tempo si era fermato.
Sua moglie era riversa a terra in un bagno di sangue, il liquido rosso intenso macchiava la sua camicia da notte facendola aderire all'esile corpo della donna. Un uomo era in piedi proprio davanti a lei, le labbra snudarono i denti in un sorriso dai tratti sadici e soddisfatti al contempo. Alexandr, il marito della vittima nonché Primo Ministro giapponese, vide brillare nell'oscurità quasi totale la dentatura perfetta come se fosse fosforescente. I fari di una macchina che passava per strada illuminarono per una frazione di secondo i lineamenti del carnefice proiettando l'ombra di due immense ali nere sulla parete bianca retrostante. L'uomo non fu in grado di riconoscerlo, fissava il cuore di sua moglie stretto tra le mani della creatura fino a quando non lo vide sparire all'interno della sua bocca, come il più prelibato dei i pasti. Era costretto a mantenere il capo reclinato all'indietro per poter osservare la scena con occhi sgranati e l'espressione sconquassata dalla paura e dal dolore immenso. Non aveva ferita alcuna, ma quelle interne si stavano aprendo velocemente alla vista del cadavere di sua moglie. Quando il demone sollevò lo guardo su di lui Alexandr vide brillare due occhi rossi nel buio più totale, striati da sfumature magenta e dalla pupilla nera allungata come quella dei rettili. La paura e il terrore gli attanagliarono le viscere in un abbraccio raggelante che lo fece sudare freddo. Era sicuro che quella sarebbe stata anche la propria fine e, in parte, lo sperava. L'istinto si sopravvivenza lo fece arretrare, stava scivolando sul pavimento freddo della camera da letto, e quando le spalle impattarono contro il muro un brivido gli percorse la schiena. Era il presagio della morte. Il cuore gli martellava indiavolato nel petto, rimbombandogli nelle orecchie e soffocandolo, faceva una fatica immensa a respirare. Gli occhi della creatura si chiusero, o almeno questo credette Alexandr nel momento in cui li vide sparire. Gli occhi iniettati di sangue per la paura si volsero alla finestra i cui vetri erano aperti. L'aria gelida della notte entrava all'interno della stanza e i rumori familiari di una Praga che non dorme mai per un attimo lo fecero tranquillizzare. Forse tutto era finito, forse aveva avuto salva la vita. L'idea di buttarsi di sotto cominciò a farsi strada nel suo cervello, ma la consapevolezza che sarebbe morto sul colpo dopo una caduta di trentadue piani soppresse quella proposta inconscia. Se proprio doveva morire, tanto valeva attendere.
Un fruscio gli fece voltare nuovamente il viso in direzione del cadavere della moglie, laddove prima si trovava anche la creatura. Ma si era mossa, con un frullo d'ali. Ali. Era proprio il rumore che aveva sentito e ora percepiva il suo alito fetido ad un passo dal viso. Gli occhi gli si riempirono di lacrime e la mascella venne serrata per impedirsi di urlare. Chiedere aiuto non sarebbe servito, se sua moglie era morta neppure lui voleva continuare a vivere. Non sarebbe stato giusto nei suoi confronti. Erano sempre stati insieme, lo sarebbero stati anche nella fine della vita, glielo aveva promesso sull'altare il giorno del matrimonio e allora era sul punto di mantenere ciò che aveva giurato con tutto sé stesso. Nel terrore più puro ricostruì nella mente le immagini di sua moglie vestita di bianco, il suo abito da sposa la faceva apparire ancora più bella. Brillava e illuminava la chiesa come una stella. Per qualche assurda ragione anche la stanza prese a illuminarsi. Riusciva a vedere la luce filtrare sotto le membrane di pelle delle palpebre. Qualcuno doveva aver acceso la luce. La mano della creatura si allungò al suo pigiama, stringendogli la stoffa all'altezza del petto e lo scaraventò a sé. L'uomo urlò, ormai sopraffatto, ma in quel momento sentì la presa venire meno e capitolò a terra, sbattendo il viso sul pavimento. Una potete luce bianca lo investì in pieno, percepì la creatura ridere sommessamente, poi in modo sempre più sguaiato e lontano. Una risata che avrebbe fatto accapponare la pelle a chiunque.
Solo dopo una manciata di minuti di completo silenzio si impose di aprire gli occhi. Impaurito e completamente sconvolto si guardò attorno, la luce non era sparita, ma si era affievolita. Nella stanza si trovava ancora il cadavere di sua moglie e un uomo dai lunghi capelli biondi sostava su di lei, posandole una mano sulla fronte gelida. Un paio di enormi ali dai riflessi azzurrognoli si diramavano dalla sua schiena. Incredulo rimase a fissarlo con la bocca aperta e gli occhi fuori dalle orbite. Nel momento in cui quello che aveva tutte le sembianza di un angelo se ne accorse prese a guardarlo.
« Sono arrivato troppo tardi per lei. » disse. « Ma almeno tu sei ancora vivo. » la sua voce era calda e rassicurante, come quella di una madre. Si sollevò e si avvicinò al Primo Ministro, immobilizzato dalla paura.
« Mi dispiace per la mia negligenza. » non stava parlando davvero. Le sue labbra non si muovevano ma ciò che diceva rimbombava caldamente nel cervello dell'uomo. « Spero che un giorno tu possa perdonarmi. » quelle furono le ultime parole della figura alata prima che iniziasse a sgretolarsi, proprio come un castello di sabbia, fino a svanire del tutto e lasciare Alexandr da solo con il corpo defunto dell'amata.
Fuori dallo studio del Primo Ministro il Consigliere si stava avvicinando a un altro uomo, vestito anch'egli di tutto punto, elegante sin nel midollo. Le spalle ben larghe, una figura longilinea dai capelli un po' troppo lunghi, neri come la pece.
« Fai sparire questa roba, prima che cada in mani sbagliate. » e gli consegnò la dichiarazione scritta da Alexandr, passandogliela cercando di non farsi notare, con movimenti attenti e sinuosi. Il secondo Consigliere afferrò la busta e la fece sparire all'interno della giacca scura, battendo due volte sul petto per rassicurare l'altro.
« Conservala. Ma, nel caso vedessi la situazione capitolare, bruciala. » Gli occhi del primo Consigliere cercarono quelli del secondo e per un attimo, una velocissima frazione di secondo essi brillarono di una luce inquietante, rossa come il sangue mentre la pupilla si allungava per assumere le fattezze di quelle dei rettili. Dopodiché tutto tornò normale, come se non fosse mai accaduto. Il secondo Consigliere tese le labbra in un sorriso accennato e chinò il capo in avanti.
« Come desidera. » Asserì in un sussurro prima di girare sui tacchi e allontanarsi da quel corridoio.
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Sono alla ricerca di una figura che sia competente, siamo molto pazienti e non pretendiamo miracoli. Richiediamo, però, una certa dimestichezza con i codici.
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Data Annuncio: 24/06/2014
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